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Il Goji, superfrutto tibetano

Negli ultimi anni le bacche di Goji sono sempre più presenti nelle nostre cucine.

Il Goji è un arbusto deciduo perenne (Lycium Barbarum), appartenente alla famiglia delle solanacee, che può raggiungere i 3 metri di altezza. I frutti sono bacche di colore rosso intenso e crescono su vitigni rampicanti nelle zone montane tra Tibet e Mongolia.

Le bacche sono molto delicate e durante il periodo di raccolta, tra luglio ed ottobre, non devono mai essere toccate con le mani, altrimenti si ossidano ed assumono un colore nerastro.

Vengono fatte cadere su delle stuoie ed essiccate lentamente all’ombra. Il sapore è molto particolare, un mix tra ciliegia, mirtillo e uva passa; le bacche sono consumate essiccate o fresche sotto forma di succo.

Le bacche del Goji sono soprannominate “frutto della felicità”, in virtù del senso di benessere che si dice procuri.

Alcune leggende narrano che in un’area della regione Tibetana era stato scavato un pozzo nelle immediate vicinanze di un tempio buddista, adornato con viti rampicanti di Goji. Le bacche vermiglie del frutto, cadendo dal pozzo, con il tempo rilasciarono nell’acqua tutta la ricchezza dei numerosi e preziosi nutrienti. I monaci che pregavano nel tempio, bevendo l’acqua di tale pozzo ne beneficiarono a tal punto che divennero insolitamente longevi, secolari, vigorosi, senza accusare perdita di denti e l’incanutimento dei capelli fino all’età di ottant’anni. Si scoprono ed apprezzarono così le straordinarie qualità di questo frutto, tramandate dalla medicina popolare tibetana fino ai giorni nostri.

Il Goji, noto nella regione Tibetana da oltre 2000 anni, è ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale cinese per i benefici effetti su fegato e reni, come sostegno per la vista e come energetico e immunostimolante.

Il Goji viene considerato un “superfrutto”, in quanto si ritiene che fortifichi l’intero organismo e che fornisca l’energia necessaria per superare le difficoltà quotidiane che il nostro corpo deve affrontare.

Analisi di laboratorio hanno dimostrato una effettiva proprietà antiossidante e protettiva dai radicali liberi, rallentando quindi l’invecchiamento cellulare e inibendo la formazione di placche arteriosclerotiche nel sangue.

Queste bacche sono ricche di polisaccaridi, che costituiscono circa il 30% della polpa del frutto, che difendono il corpo dagli agenti inquinanti e stimolano in modo estremamente efficace il sistema immunitario.

Il frutto contiene inoltre una sostanza, la betaina, conosciuta per le sue proprietà disintossicanti e protettive della ghiandola epatica e migliorative sui processi di invecchiamento cerebrale, favorendo i processi della memoria.

La fama delle bacche di Goji, che tuttora sono chiamate “i frutti della vita” dai tibetani, con il tempo si è estesa al punto che oggi il loro succo è una delle bevande più ricercate dalle celebrità. Il Goji è ricco di antiossidanti e polisaccaridi unici, ricco di minerali e vitamine al punto da avere una quantità di vitamina C ben 500 volte maggiore di quella contenuta in un’arancia.

Gli studi più recenti, inoltre, hanno dimostrato che il succo dei frutti di questa pianta non hanno controindicazioni o effetti collaterali. Interagisce purtroppo con i farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, per cui se ne sconsiglia l’assunzione a chi assume questo tipo di medicinali.

Samuele Reina

Docente di Erboristeria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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